La varietà dei paesaggi e delle risorse naturali ha permesso alle popolazioni locali lo svolgimento di attività diversificate. La produzione agricola, principale fonte di sostentamento, forniva cereali, legumi, come attestano i semi di fava rinvenuti nell'abitato di Bora dei Frati, e probabilmente vino e olio d'oliva. L'allevamento doveva essere altrettanto diffuso, a giudicare dai rinvenimenti dell'abitato di Montecatino in Valfreddana, dove è ben documentato l'uso alimentare di bovini, necessari anche al lavoro agricolo, di capre e pecore, che fornivano anche latte e lana, di suini e perfino, sporadicamente, del cane. La produzione agricola e l'allevamento erano inoltre integrate, soprattutto nelle ampie aree palustri della costa e dell'interno, dalla caccia e dalla pesca, attività quest'ultima documentata da frequenti rinvenimenti di pesi da rete.
Le Alpi Apuane offrivano infine le importanti risorse dei giacimenti marmiferi e minerari. Il marmo in particolare alimentò, fin dall'età arcaica, le produzioni artigianali della vicina Pisa. Un ruolo importante nell'economia locale era svolto anche dal commercio, soprattutto nei villaggi prossimi alla costa o alle vie fluviali come l'Auser. I numerosi rinvenimenti di contenitori da trasporto (anfore) e di vasellame d'importazione, documentano l'esistenza di scambi anche di lunga distanza.
Tra le attività domestiche più comuni, vi furono certamente quelle tipicamente femminili della filatura e tessitura, documentate da numerosi ritrovamenti di rocchetti, fuseruole e pesi da telaio in terracotta; tra le fibre tessili impiegate, oltre alla lana, è attestata l'utilizzazione del lino (Bora dei Frati). Le testimonianze relative alla sfera religiosa sono al momento limitate all'individuazione dei luoghi di culto. A Pisa, in ambito urbano, dovevano esistere veri e propri edifici sacri, mentre nel resto del territorio erano certamente diffusi, oltre ai culti domestici, piccoli santuari dedicati alle divinità campestri; al culto delle acque è invece probabilmente connessa l'intensa frequentazione dell'antro di Castelvenere.
Un modesto numero di iscrizioni su vasi, peraltro distribuite nel territorio, rappresentano infine le sole testimonianze della scrittura e del livello di alfabetizzazione della società locale (Ponte a Moriano).