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La città romana

La deduzione della colonia di veterani Opsequens Iulia Pisana, avvenuta tra il 41 e il 27 a.C., comportò la generale riorganizzazione, bonifica e divisione del territorio (centuriazione) e, certamente, anche interventi sul tessuto urbano della città. Molti ritengono che in questa occasione l'impianto urbano sia stato completamente ristrutturato secondo uno schema regolare con assi viari ortogonali in parte ricalcati dalla viabilità medievale e moderna. Purtroppo le scarse testimonianze archeologiche non permettono di confermare queste ipotesi né di tracciare un quadro coerente della città di età romana. L'area propriamente urbana doveva comunque estendersi sulla riva destra dell'Arno e il Foro viene concordemente localizzato nell'area di piazza dei Cavalieri.
Tra i numerosi edifici pubblici e sacri, l'unico complesso visibile è quello dei cosiddetti Bagni di Nerone, un edificio termale, i cui resti si trovano presso l'odierna Porta a Lucca, costruito negli ultimi due decenni del I sec. d.C..
Nel I sec. d.C. venne realizzata una nuova banchina di attracco nell'area del porto fluviale di S. Rossore, già soggetto ad un progressivo interramento, ma certamente attivo, come indicano i numerosi relitti recuperati, fino all'età tardoantica.
L'edilizia privata è documentata da resti di murature e di pavimenti ritrovati in varie zone dell'attuale città, tra i quali in particolare i frammenti a mosaico da una domus scavata nel XIX secolo in Piazza del Duomo. All'interno o in prossimità dell'area urbana si trovavano anche alcune delle fabbriche di vasellame da mensa in terra sigillata italica di cui Pisa fu uno dei maggiori centri di produzione ed esportazione.

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