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Fossa Nera


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Fossa Nera

Comprensorio: Piana di Lucca
Comune/Località: Porcari

Situata in età antica sulla sponda sinistra del basso corso dell'Auser, l'area archeologica di Fossa Nera, nella Piana di Lucca, conserva consistenti resti di un'abitazione rurale di età romana, edificata nel II secolo a.C. e occupata fino all'età tardoantica.
Le indagine archeologiche, con sistematiche campagne di scavo condotte dal 1987, hanno individuato anche tracce di precedenti fasi insediative; in particolare, resti di un villaggio dell'età del Bronzo e di un abitato etrusco del V secolo a.C. Recentemente inoltre, è stato scoperto un secondo insediamento romano, edificato sempre nel II secolo a.C. sulla sponda opposta del fiume, e attualmente in corso d'indagine.
Come in altri siti della piana lucchese (Chiarone), anche a Fossa Nera, l'alternanza tra periodi di abbandono e fasi di occupazione, è strettamente connessa con il particolare contesto ambientale del basso corso dell'Auser, tendente, in periodi climaticamente sfavorevoli e in assenza di consistenti opere di regimazione, ad esondare nella piana, allagando e impaludando ampie zone.
(testo di Susanna Bianchini)
 
Stato di conservazione

Una parte dei resti di epoca romana è attualmente visitabile. Ad ottobre 2014 si è aggiunto anche un nuovo percorso di visita dell'ex Lago di Sesto o Bientina.
I reperti etruschi e romani sono conservati nei magazzini del Museo Nazionale di Villa Guinigi a Lucca. Alcuni reperti, da recuperi di superficie, sono
esposti nella Mostra Archeologica Permanente di Porcari.
Notizie storiche

L'insediamento dell'età del Bronzo fu individuato nel 1984, quando, a seguito di scavi occasionali, un'ingente quantità di reperti archeologici fu recuperata poco ad ovest dell'area di occupazione etrusca e poi romana.
L'insieme dei materiali documenta una lunga frequentazione del sito, dalla media età delBronzo fino al periodo di transizione tra età del Bronzo Recente e Finale.
Di particolare interesse è la notevole presenza di ceramiche del tutto simili a quelle diffuse nella pianura padana occidentale, che evidenziano l'esistenza di contatti e scambi culturali con le coeve popolazioni oltreappenniniche, probabilmente attraverso la valle del Serchio. Anche i manufatti in bronzo e in ambra confermano l'esistenza di rapporti privilegiati con l'area settentrionale.
Uno strato archeologico dell'età del Bronzo è stato individuato anche nell'area dell'insediamento etrusco, al di sotto di un livello alluvionale di notevole spessore che ne segna il successivo lungo periodo di abbandono, conseguente, almeno in parte, a mutate condizioni ambientali.
I resti dell'abitato etrusco, sebbene in gran parte compromessi o comunque scarsamente definibili a causa delle successive edificazioni di epoca romana, risalgono al periodo di massima occupazione del basso corso dell'Auser da parte degli Etruschi, tra la fine del VI e il V secolo a.C. (Chiarone; Tempagnano)
L'area doveva essere interessata da un piccolo agglomerato di abitazioni, con le relative strutture di servizio; tra queste, in particolare, sono state indagate alcune grandi buche con probabile funzione di silo per la conservazione di derrate. In prossimità dell'area di abitazione si trovavano inoltre due fosse di discarica, che hanno restituito numerosi reperti ceramici.
Tra i reperti riferibili a questo periodo, oltre al consueto vasellame d'impasto per gli usi domestici e alle ceramiche da mensa, grigie o di colore chiaro, compaiono anfore vinarie etrusche e greche, bacini e macine in pietra lavica provenienti dall'Italia centro-meridionale.
Dopo l'abbandono dell'insediamento etrusco, ancora una volta segnato da un deposito fluviale, l'area viene rioccupata nel II secolo a.C. con la colonizzazione romana.
L'edificio tardorepubblicano, i cui resti sono attualmente visibili nell'area archeologica, è a pianta quadrata con muri in pietre parzialmente sbozzate; ha l'ingresso a oriente ed un ambiente rettangolare annesso sul retro. All'interno, è stato individuato un apparato per la spremitura dell'uva: nel vano d'angolo nord-est, una pavimentazione a cocciopesto è collegata, mediante un tubo, ad una vasca di raccolta situata all'esterno, nell'ambiente rettangolare annesso.
A partire dall'età augustea, la fattoria viene ristrutturata e progressivamente ampliata, con la costruzione di un'ala rettangolare verso sud-est, grandi aie pavimentate a laterizi e un pozzo. Ulteriori ristrutturazioni e ampliamenti sono documentati infine per l'età tardoantica, con numerosi reperti che ne attestano ancora la consistente occupazione.
Bibliografia

- Ciampoltrini G., Aspetti dell'insediamento etrusco nella valle del Serchio: il V sec. a.C., in "Studi Etruschi" LIX, 1994
- Zecchini M., Lucca etrusca. Abitati, necropoli, luoghi di culto, Lucca 1999
- Andreotti A., Zanini A., L'insediamento di Fossa Nera di Porcari (Lucca), in Rivista di Scienze Preistoriche 47, 1995-1996

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